Chiudi | X

Paesaggi industriali contemporanei

Episodi veloci e decelerazioni

Intervento: showroom Manifatture Gamba
Luogo: Pesaro
Committente: Manifatture Gamba srl
Anno di redazione: 2006
Anni di esecuzione: 2007 - 2009
Progettisti: progetto architettonico: nEmoGruppo architetti, Firenze; progetto strutturale: Aei Progetti srl, Firenze;
progetto impiantistico: Studio Fabbri - Burgarelli Restudio, Fano (PU);
progetto illuminotecnico: 2p Elettrorappresentanze,
arch. Elena Bettini, Firenze; progetto del verde:
Landesign, Pesaro
Imprese esecutrici: Fattorini Costruzioni srl, Pesaro, Gallinelli Impianti, Pesaro, M2 Impianti elettrici, Pesaro, Base Art Arredamenti, Pesaro, Cutrino Pose, Pesaro, Marini Infissi, Pesaro, Semi srl, Amelia (TR), Saraga vetreria, Pesaro, Savelli ascensori, Fermo, Sebastianelli Levocell, Ostra (AN), Babini Office, Ancona, Pantanelli vivaio, Pesaro
Imprese fornitrici: Luce di Carrara (Carrara), Ardesia Mangini, Lavagna (GE), Florgress, Fiorano Modenese (MO), Martini Luce, Concordia sulla Secchia (MO), Anperbar design, Valencia (Spain), Libra recinzioni, Repubblica di San Marino
Dati dimensionali: 2600 mc


Foto: Pietro Savorelli

Il volume dello showroom Manifatture Gamba è un’architettura che nel 2009 si è inserita nel paesaggio industriale della periferia di Pesaro. La committenza, azienda produttrice di biancheria per la casa e gli alberghi, ha sentito l’esigenza di creare un nuovo spazio utile all’esposizione dei tessuti e necessario a rilanciare l’eccellenza del marchio. Per questo motivo i progettisti di nEmoGruppo, uno studio di Firenze composto da sette giovani architetti, interpretano le richieste della committenza proponendo un nuovo corpo architettonico che costituisca una discontinuità nel linguaggio consolidato del lotto industriale. Il progetto viene concepito con l’idea di creare una nuova quinta allo slabbrato paesaggio della periferia della produzione, un landmark, sospeso fra il vecchio edificio, tipico della prefabbricazione di fine anni Settanta, e la strada provinciale. L’esigenza di corrispondere ad una percezione veloce dell’oggetto rende obbligatoria la scelta di disegnarlo con pochi e puri elementi formali, utili ad un colpo d’occhio efficace: l’edificio è un prisma quasi del tutto opaco ai lati, allungato e apparentemente sospeso (si appoggia su un basamento che scompare perché arretrato e rivestito di ardesia nera), completamente aperto alle due estremità della scatola. Unico elemento di rottura è una finestra a nastro che, come per giocoso contrappasso alla logica della purezza del prisma, ne svuota addirittura uno spigolo. Il sistema architettonico si arricchisce del contributo dei paesaggisti pesaresi di ‘Landesign’ che collaborano alla progettazione dell’area antistante l’edificio, e propongono un campo fiorito di papaveri, lavanda e altre cento essenze diverse, nell’intento di dialogare con il paesaggio rurale limitrofo. La vegetazione del campo fiorito disegna così un nuovo suolo sfocato su cui leggere il volume bianco dell’intervento. Dalla strada si ha la percezione che l’edificio sia un corpo lontano, parte di un paesaggio lineare, un tratto chiaro e parallelo alle strisce bianche che delimitano la provinciale, di cui il prospetto laterale ne ripete la logica, rapida ed essenziale. La prossemica però cambia nella decelerazione, ovvero per chi deve entrare nell’edificio: l’ingresso all’intero stabilimento avviene inevitabilmente in auto, da una strada laterale, da dove il volume mostra con forza la sua seconda identità di cannocchiale svuotato e vetrato. Da qui in poi cambia l’attenzione alla scala del progetto, perché gli elementi architettonici e naturali sono studiati da vicino per rendere accogliente il nuovo ingresso. Il progetto si concentra qui sulla ricucitura fra il vecchio e il nuovo, e il ruvido edificio preesistente viene rivestito con nastri verticali di ardesia che provano ad impreziosire alcuni conci dei vecchi pannelli prefabbricati in modo da creare anche un dialogo con il basamento del nuovo edificio. Al piano terra una grande scala elicoidale di metallo bianco, unico gesto sinuoso di questa architettura, invita a visitare il piano superiore, dove si trova il vero showroom: una grande navata che, rastremando verso la fine, accentua il senso prospettico e ancora una volta l’allungarsi di questo volume. L’uso di materiali naturali cerca di creare un luogo familiare adatto alla vendita della biancheria: pietra grigia per il pavimento e legno di noce per gli arredamenti (espositori che si impacchettano e si spacchettano in maniera telescopica per creare la flessibilità necessaria a mostrare i campioni di tessuto). L’architettura dello showroom Gamba, per la sua chiarezza espressiva, ma anche per la cura con cui risolve gli spazi alla grande e alla piccola scala, costituisce un ottimo esperimento su cui continuare a costruire una nuova grammatica del paesaggio della produzione.

Lian Pellicanò



 
  • nEmoGruppo architetti
  • veduta dall'ingresso
  • sezione longitudinale A-A
  • planimetria piano primo
  • veduta prospetto sud
  • veduta corte di ingresso all'edificio
  • scala elicoidale
  • scala elicoidale
  • area showroom piano primo
  • area showroom piano primo
  • vetrata lato nord
  • vetrata lato nord

top
2009 Gagliardini srl. P.I. 01294450422 | Tutti i diritti riservati. All rights reserved. | Developed by Capolinea.it